lunedì 5 novembre 2012

"Io e te" - al cinema si va in coppia

Tutte coppiette nella sala, mentre quelli del film sono fratello e sorella e, al di là di qualche sguardo a distanza ravvicinata, nulla evoca l'incesto... questo un punto di forza del film: un basso tasso di morbosità, l'essere genuino, soprattutto grazie a due protagonisti veri e naturali. Modi solo apparentemente distanti di scacciare la paura del mondo, rintanandosi sotto terra o ricercando lo spazio sulle note di David Bowie (Space Oddity).


domenica 4 novembre 2012

Un approccio diffidente a Picasso

E' valsa la pena di aspettare un'ora sotto la pioggia. E a volte mi è capitato di non pensare la stessa cosa di fronte ad artisti ben più affermati nella mia costellazione di gusto (ad esempio non è valsa la pena di stare 2 ore in piedi con la cistite per il tanto sospirato concerto dei Cranberries di lunedì scorso).
Picasso non è diventato il personaggio famoso che inviterei a cena, né il personaggio del passato per cui rimpiango di essere nata in questa epoca (non che sia mia abitudine). In ogni caso una mostra ben fatta, tutti gli ingredienti c'erano ed in maniera non banale: una cornice storica con cui l'esposizione si riallaccia alla mostra di Picasso tenutasi nel 1953 sempre a Palazzo Reale a Milano, composta da manifesti, carteggi e articoli dell'epoca; pannelli informativi semplici e completi, giustamente didascalici; 250 opere-opere - per intenderci non si trattava soltanto di bozzetti e schizzi, ed erano tutte di Picasso - quanto di meno scontato ultimamente; non c'era Guernica, ma una sua efficace, suggestiva, dinamica rappresentazione: in fondo ad un corridoio bianco, al cui interno comparivano citazioni dell'artista (es. "l'arte non dovrebbe essere un trompe-l'oeil, ma un trompe d'esprit"), compariva un video che riproduceva il succedersi degli stadi evolutivi dell'opera. Questo nella scenografica Sala delle Cariatidi, dove nel 1953 era stata ospitata Guernica in originale. Un'inizio che invoglia a procedere.
Non lo nascondo, Picasso in se stesso continua a non emozionarmi e, se facessimo un sondaggio, forse scopriremmo che sono in tanti a non restare emozionati: l'attaccamento alla realtà, alla forma, alla materia è riduttivo rispetto allo slancio spirituale di cui l'essere umano è capace. La tecnica con cui questo realismo prende forma è però esteticamente irreprensibile: un ragazzino nudo del periodo rosa, apparentemente di creta, porta sulle spalle il fratello più piccolo, i suoi polpacci sono solidi e le dita dei piedi aggrappate alla terra. Finissimo risultato della tradizione classica, così come il ritratto di Olga o l'Arlecchino, che richiamano anche la moderna pittura francese.
Eppure mai fino in fondo moderno:  colori assonanti, composizione equilibrata, il soggetto è al centro della tela anche negli esempi di cubismo più estremo, senza correre il rischio di perdere la razionalità.
Modernissimo forse nel rappresentare ciò che vede e nel non sentirsi coinvolto nell'interpretarlo e determinarlo.

venerdì 25 marzo 2011

Arcimboldo, una mostra per curiosi... come lui

Sovrabbondante come una wunderkammer, come un museo di oggettistica ma con qualcosa in più, la capacità di generare coinvolgimento, e qualcosa in meno, la noia.
Ma ne siamo sicuri? Non ci annoia la ripetitività di queste teste composite? Sorprendentemente NO!
Perché? Innanzitutto è diverso vedere le serie delle teste - Le stagioni, Gli elementi, Le teste ribaltabili - con anche un'accurata scomposizione e descrizione dei loro particolari (frutta, ortaggi, fiori, pesci, mammiferi, uccelli, oggetti inanimati simbolo del potere asburgico), piuttosto che vedere una o due opere di Giuseppe Arcimboldo (1526-1593) accanto ad una ritrattistica lombarda del '500 che sa per lo più di controriforma. Non voglio sentenziare, mi riallaccio solo a un ricordo lontano, la mostra sul Cinquecento Lombardo tenutasi sempre a Palazzo Reale nel 2001 (dieci anni fa!), dove l'accento era soprattutto sul realismo e sulla fisiognomica, d'altra parte era curata da Flavio Caroli!

giovedì 24 marzo 2011

Apertura musei civici 17 marzo 2011: un affondo nella Casa Museo Francesco Messina.

Localizziamolo innanzitutto. Si trova a Milano, nella chiesa di San Sisto, alla fine di via Torino, altezza Carrobbio in una viuzza sulla destra: giriamo l'angolo e già se ne vede l'abside.
Il museo ospita circa ottanta sculture e trenta opere grafiche. Un suggerimento: concentriamoci sulla scultura perché i disegni, in cui si perde l'attenzione per la resa della fisicità, sembrano prodotti da un'altra mano, molto meno esperta; degno di nota solamente l'utilizzo per alcune opere di fogli di sugero al posto della tela. Allora, veniamo alla scultura, che d'altra parte è quella che lo rese famoso: come Accademico di Brera e come autore del famoso cavallo della Rai, di quest'ultimo infatti troviamo qui alcuni bozzetti.

giovedì 17 marzo 2011

150 anni da festeggiare a regola d'Arte

Oggi, 17 marzo 2011, 150° anniversario dell'unità d'Italia, i musei civici ci invitano a riappropriarci della nostra storia e della nostra cultura.
In alcune città, come nella mia Milano, i musei civici sono aperti e gratutiti.
C'è da dire che alcuni di questi sono accessibili gratuitamente anche negli altri giorni (es. Casa Boschi-Di Stefano: da non perdere, anche per i concerti in collaborazione con il Conservatorio www.consmilano.it/index.php?id=616), ma questa festa, che ci accomuna tutti, è probabilmente uno stimolo in più a riunirci in questi luoghi. Una risposta intelligente alla chiusura delle scuole, non trovate?
Io vorrei visitare lo Studio Museo Francesco Messina nella chiesa sconsacrata di San Sisto, in via San Sisto 4/A, vicino a via Torino (Orari: dalle 14 alle 18; Mezzi pubblici: tram 2-3-14-20; per info: 02 88463797, 02-86453005).
E voi che musei visiterete?
E per tutti coloro che oggi gireranno per i musei italiani... un invito: RACCONTATE QUI la vostra festa tra Arte e Cultura!

sabato 26 febbraio 2011

L'Alieno di Battiato e Madonia... corrispondenza fra testo e situazione sul palco?


Odilon Redon, Primitive Man (Seated in Shadow)

Il testo della canzone che Battiato e Madonia hanno portato a Sanremo fa così: "io vivo nei panni di un alieno che non vola, che non mi assomiglia, ma io vivo ai margini di una vita vera e non mi riconosco...". Non vi sembra che descriva quello che avveniva lì sul palco? Come se Battiato avesse bisogno di una controfigura, di cui non è neanche convinto, ma a cui è obbligato da una specie di impotenza o paura.
Bellissima comunque la canzone: la voce di Battiato, anche perché arriva dopo, come da lontano, e per poco, sembra davvero un messaggio da un altro pianeta!

mercoledì 16 febbraio 2011

"Donne senza uomini" di Shirin Neshat diventa mostra per Milano

Donne ideali, personificazioni dei valori sui quali si regge l’identità femminile. A loro modo, Cariatidi. Una sorta di “dietro le quinte” di un film che ha fatto discutere...
 
La mostra giusta nel posto giusto. L’installazione dell’artista e regista persiana Shrin Neshat (Qazvin, 1957; vive a New York e in Iran) si basa sui germi del suo film Women without men, uscito nel 2009 e a sua volta tratto dal romanzo di Shahrnush Parsipur, vietato in patria dal 1989.
Viene allora da chiedersi dove stia il valore innovativo di questa operazione. Per scoprirlo bisogna sperimentare il rapporto con il contesto.