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domenica 11 agosto 2013

Maledettamente affascinanti attorno a Modigliani

Ci voleva una vacanza obbligata di 10 giorni - uno stop fra un contratto e l'altro - per riaprirmi gli occhi annebbiati dal neon e riportarmi verso l'arte. A metà luglio non sono fuggita dalla città accaldata, ma ho provato a starci, a scoprire il mio nuovo quartiere, Affori, a ricordare qualcosa di me prima della donna aziendale. Provare a non aver nulla da fare nella mia Milano... qualcosa che è consentito solo ai pensionati. E allora ho scoperto le corse al parco; ho scoperto le gambe per farmi un giro al centro e, pensando di essere fra gli ultimi a non averla ancora vista, mi sono regalata la mostra di Modì.

domenica 4 novembre 2012

Un approccio diffidente a Picasso

E' valsa la pena di aspettare un'ora sotto la pioggia. E a volte mi è capitato di non pensare la stessa cosa di fronte ad artisti ben più affermati nella mia costellazione di gusto (ad esempio non è valsa la pena di stare 2 ore in piedi con la cistite per il tanto sospirato concerto dei Cranberries di lunedì scorso).
Picasso non è diventato il personaggio famoso che inviterei a cena, né il personaggio del passato per cui rimpiango di essere nata in questa epoca (non che sia mia abitudine). In ogni caso una mostra ben fatta, tutti gli ingredienti c'erano ed in maniera non banale: una cornice storica con cui l'esposizione si riallaccia alla mostra di Picasso tenutasi nel 1953 sempre a Palazzo Reale a Milano, composta da manifesti, carteggi e articoli dell'epoca; pannelli informativi semplici e completi, giustamente didascalici; 250 opere-opere - per intenderci non si trattava soltanto di bozzetti e schizzi, ed erano tutte di Picasso - quanto di meno scontato ultimamente; non c'era Guernica, ma una sua efficace, suggestiva, dinamica rappresentazione: in fondo ad un corridoio bianco, al cui interno comparivano citazioni dell'artista (es. "l'arte non dovrebbe essere un trompe-l'oeil, ma un trompe d'esprit"), compariva un video che riproduceva il succedersi degli stadi evolutivi dell'opera. Questo nella scenografica Sala delle Cariatidi, dove nel 1953 era stata ospitata Guernica in originale. Un'inizio che invoglia a procedere.
Non lo nascondo, Picasso in se stesso continua a non emozionarmi e, se facessimo un sondaggio, forse scopriremmo che sono in tanti a non restare emozionati: l'attaccamento alla realtà, alla forma, alla materia è riduttivo rispetto allo slancio spirituale di cui l'essere umano è capace. La tecnica con cui questo realismo prende forma è però esteticamente irreprensibile: un ragazzino nudo del periodo rosa, apparentemente di creta, porta sulle spalle il fratello più piccolo, i suoi polpacci sono solidi e le dita dei piedi aggrappate alla terra. Finissimo risultato della tradizione classica, così come il ritratto di Olga o l'Arlecchino, che richiamano anche la moderna pittura francese.
Eppure mai fino in fondo moderno:  colori assonanti, composizione equilibrata, il soggetto è al centro della tela anche negli esempi di cubismo più estremo, senza correre il rischio di perdere la razionalità.
Modernissimo forse nel rappresentare ciò che vede e nel non sentirsi coinvolto nell'interpretarlo e determinarlo.

venerdì 25 marzo 2011

Arcimboldo, una mostra per curiosi... come lui

Sovrabbondante come una wunderkammer, come un museo di oggettistica ma con qualcosa in più, la capacità di generare coinvolgimento, e qualcosa in meno, la noia.
Ma ne siamo sicuri? Non ci annoia la ripetitività di queste teste composite? Sorprendentemente NO!
Perché? Innanzitutto è diverso vedere le serie delle teste - Le stagioni, Gli elementi, Le teste ribaltabili - con anche un'accurata scomposizione e descrizione dei loro particolari (frutta, ortaggi, fiori, pesci, mammiferi, uccelli, oggetti inanimati simbolo del potere asburgico), piuttosto che vedere una o due opere di Giuseppe Arcimboldo (1526-1593) accanto ad una ritrattistica lombarda del '500 che sa per lo più di controriforma. Non voglio sentenziare, mi riallaccio solo a un ricordo lontano, la mostra sul Cinquecento Lombardo tenutasi sempre a Palazzo Reale nel 2001 (dieci anni fa!), dove l'accento era soprattutto sul realismo e sulla fisiognomica, d'altra parte era curata da Flavio Caroli!